Scuola e alimentazione, consigli pratici

Quando si parla di scuola non si può non affrontare il tema dell’alimentazione.

Scuola e alimentazione, consigli praticiScuola e alimentazione, consigli pratici

Tutti i pazienti in età pediatrica, dai bambini più piccoli agli adolescenti, durante il periodo scolastico, trascorrono gran parte della giornata lontani da casa e di conseguenza si ritrovano a consumare alcuni dei pasti principali a scuola, in particolare il pranzo e gli spuntini o merende.

Il consumo dei pasti al di fuori dell’ambiente domestico, quindi più famigliare, è un momento critico soprattutto nei bambini fino ai 3 anni di età.
Durante il primo anno di vita, il piccolo vive numerosi cambiamenti, in primis dal punto di vista nutrizionale. Basti pensare al divezzamento, in cui il bambino si ritrova a passare gradualmente da un’alimentazione esclusivamente lattea (latte materno e suoi sostituti) ad una complementare, con cibi solidi. Questa esperienza importantissima non solo da un punto di vista nutrizionale ma anche dell’esperienza sensoriale del bambino (per esposizione a nuovi cibi, sapori, odori), può non sempre essere di facile gestione per i genitori, soprattutto in caso del primo figlio.
Il momento di ingresso al nido rappresenta una fase delicata per il bambino che deve adattarsi ad un contesto nuovo, spesso contemporaneamente all’acquisizione di nuove abilità psicomotorie e in cui cambiano le necessità nutrizionali.
Inoltre, è da non trascurare il forte legame che si stabilisce tra la diade mamma-bambino e che in questa fase, viene bruscamente interrotto o ridotto, di frequente per motivi lavorativi materni o esigenze famigliari. Ancora più difficile è il distacco per la mamma nutrice che, in caso di allattamento esclusivo, potrebbe ritrovarsi a non poter più allattare il bambino.
Nel bambino un po’ più grande, le criticità dal punto di vista alimentare possono emergere in quei bambini fortemente selettivi o schizzinosi nei confronti del cibo in cui la scelta alimentare ricade su pochi alimenti che vengono proposti loro abitualmente da parte dei genitori pur di vederli mangiare. Viceversa, per altri bambini il nido e la scuola dell’infanzia rappresentano una svolta positiva dal punto di vista dell’alimentazione in cui il pasto viene visto come momento di condivisione e di emulazione degli altri bambini” mentre mangiano”.

Qual è il ruolo della mensa scolastica e come è organizzata?

La ristorazione al nido d’infanzia ma anche in altri ordini scolastici si figura come un ambiente idoneo alla promozione della salute e all’educazione alimentare e in cui è possibile fornire un’alimentazione sana e adeguata ai nostri bambini. Ha il compito di assicurare pasti sicuri, equilibrati e adatti a coprire i fabbisogni nutrizionali dei bambini. I menù dovrebbero rispondere a requisiti di adeguatezza in termini di apporto di nutrienti nelle diverse fasce di età promuovendo cereali integrali, frutta, verdure, legumi, pesce, tutti alimenti salutari, tenendo conto inoltre di un’offerta appropriata e di una implementazione costante della qualità, anche sulla base di indicatori di gradimento sensoriale.
I menù generalmente sono sviluppati su 4 settimane per assicurare la varietà stagionale. Il pasto normalmente si suddivide in un primo piatto, un secondo, piatto, un contorno, pane e frutta fresca. Nei bambini che non seguono un regime dietetico speciale per scelta famigliare (alimentazione vegana/vegetariana), correlato a ragioni etico-religiose o culturali o per allergie/intolleranze alimentari è importante variare quotidianamente la fonte proteica, scegliendola fra carne, pesce, latticini, uova e legumi (proponendo ogni proteina una volta a settimana). Questo aiuterà i genitori, che solitamente conoscono i menù scolastici, ad offrire un pasto serale differente ma nutrizionalmente bilanciato, seguendo le corrette indicazioni nutrizionali, in particolare circa le frequenze delle fonti proteiche.
In alternativa al primo e secondo piatto è possibile prevedere un piatto unico in cui la fonte proteica, il cereale e la verdura sono proposti insieme.
Inoltre, non viene aggiunto sale nelle pietanze nel primo anno di vita; successivamente viene salata solo l’acqua di cottura dei primi piatti. È indicato il consumo di pane a ridotto contenuto di sale è non prevista l’aggiunta di zuccheri né la somministrazione di bevande zuccherate.

Come gestire i pasti in ambiente scolastico se il piccolo “fa i capricci” a scuola o a casa?

Niente paura, ma abbiate tanta pazienza. Bisogna dare al piccolo la possibilità di adattarsi gradualmente al nuovo ambiente. Se il piccolo rifiuta la mensa scolastica è compito dei genitori di incoraggiare il piccolo a consumare il pasto a scuola, evitando commenti negativi o critiche troppo severe alla cucina della scuola, né tantomeno è buona norma far portare al piccolo il pasto da casa o ricorrere a certificati medici per un pasto diverso dagli bambini senza un valido motivo perché questo comporterebbe un rischio maggiore di isolamento del bambino, una selettività alimentare che può diventare dannosa a lungo termine e verrà meno l’educazione all’uguaglianza. Anche altre figure professionali come gli/le insegnanti saranno pronti/e ad aiutare i vostri bambini educandoli, monitorandoli strettamente, ad una sana alimentazione e all’accettazione del pasto in ambiente scolastico, attuando delle tattiche che aiutino i bambini ad a instaurare e sviluppare un buon rapporto con il cibo.

E per la mamma che allatta?

Ogni mamma dovrebbe essere informata, incoraggiata e sostenuta nel proseguire l’allattamento materno anche quando il suo bambino è inserito al nido. In Italia, molte ATS (Agenzie Tutela della Salute) incoraggiano le istituzioni presenti nel territorio ad accogliere e far sentire benvenuta la mamma che allatta. Esiste un protocollo contenente indicazioni pratiche rivolte sia agli educatori che alle famiglie, con il fine di facilitare e agevolare la pratica per la somministrazione di latte materno al nido. Il personale del nido informa la madre che allatta sulla possibilità di proseguire l’allattamento materno all’interno del nido seguendo le indicazioni contenute in questo documento (modalità di raccolta, conservazione e trasporto del latte). In caso di interesse, il genitore dovrà compilare il modulo di richiesta per la somministrazione del latte materno al nido d’infanzia specificando le modalità di somministrazione (orari e frequenza).

Come organizzarsi per la merenda?

La merenda o spuntino rappresentano due dei 5 pasti raccomandati per una sana e adeguata alimentazione. Questi piccoli momenti sono importanti perché forniscono l’energia necessaria per arrivare con la giusta fame al pasto successivo, senza quindi togliere l’appetito per il pranzo e la cena.
Tutti i bambini e i ragazzi in età scolare effettuano durante la permanenza a scuola 1 o 2 spuntini. Per i più piccini la merenda viene fornita direttamente dalla ristorazione scolastica, per i più grandi si tende a portarle da casa.
La merenda, dolce o sapida, deve essere variata quotidianamente, per non annoiare i bambini ed evitare che la saltino facendo attenzione alle dosi che devono essere adeguate all’età. Infatti, la merenda deve solo “ricaricare” non deve fare arrivare al pasto successivo né troppo sazi né troppo affamati.
È utile stabilire una “routine della merenda” con degli orari fissi per evitare che si possano moltiplicare le occasioni assicurando in questo modo un apporto nutrizionale corretto.
Tra gli alimenti consigliati è da preferire la frutta (intera, spremuta, frullata, in macedonia), yogurt senza zuccheri aggiunti (bianco o con frutta fresca o cereali) o in alternativa una fetta di pane con olio e pomodoro/ricotta/marmellata. Ai più piccini si può offrire il latte (materno/formulato o latte vaccino al di sopra dell’anno di vita) con biscotto per l’infanzia. Una novità dal compimento del primo anno di vita possono essere gli snack sapidi con verdure, verdure fresche in pinzimonio nei bambini/ragazzi più grandi.
Saltuariamente è possibile proporre torte senza creme o farciture (es. torta allo yogurt, margherita, alle carote, alle mele, crostata) preparate dal centro cucina del nido.
È da evitare il consumo di merendine, succhi di frutta e di bevande contenenti zuccheri aggiunti. È importante garantire una adeguata idratazione dei bambini con acqua da bere anche durante la merenda.
Un consiglio soprattutto per i più piccoli: non compensate con la merenda pomeridiana il mancato pranzo, per non sostenere il bambino nel suo rifiuto della mensa scolastica.

Comunicazione & gestione delle allergie

Sempre più spesso le scuole ospitano bambini e ragazzi con intolleranze alimentari (come il lattosio), o affetti da malattia celiaca o con allergie alimentari che necessitano di diete speciali personalizzate da parte della mensa scolastica. Tra queste, le più pericolose sono le allergie alimentari che possono determinare reazioni asmatiche e allergiche gravi ed improvvise, in modo particolare la crisi anafilattica tale da mettere a rischio la vita e che richiede un tempestivo intervento terapeutico. Per tali condizioni è necessario fornire alla scuola una certificazione chiara e dettagliata da parte del Pediatra di Libera Scelta (PLS) o Medico di Medicina Generale (MMG) con allegata la diagnosi di Allergia Alimentare effettuata dall’ Ambulatorio Specialistico Accreditato ASA. Successivamente verrà informata la mensa scolastica che preparerà una dieta ad hoc per i bambini coinvolti. È competenza del Dirigente Scolastico che accoglie un bambino allergico a scuola disporre, le modalità concrete adatte ad assicurare la somministrazione dei farmaci sia per la gestione ordinaria, assicurando la continuità terapeutica, sia per la gestione delle emergenze al bambino allergico, assicurando la somministrazione dei farmaci salvavita, come l’adrenalina autoiniettabile. In collaborazione con il medico curante e con l’Azienda Sanitaria del Territorio di appartenenza, dovranno essere individuati i soggetti a rischio, le cure necessarie e le figure addette a prestarle.

Rischio soffocamento a scuola

Come a casa anche durante i pasti a scuola può verificarsi il rischio di soffocamento soprattutto nei bambini più piccoli, maggiormente a rischio per caratteristiche psico-fisiologiche (vie aeree più ristrette, scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi, dentizione incompleta, frequenza respiratoria elevata e tendenza a svolgere più attività contemporaneamente). È indicata quindi la preparazione dei pasti scolastici con particolare attenzione alla forma, consistenza e dimensioni eliminando di proporre alimenti pericolosi come frutta a guscio o caramelle. Le famiglie e gli adulti (come gli operatori scolastici) responsabili della supervisione dei bambini devono essere educati al tema del soffocamento e del primo soccorso acquisendo grazie a corsi di formazione (spesso promossi dalle stesse scuole), le giuste conoscenze e competenze sulle manovre di disostruzione e la rianimazione cardio polmonare.